Il riconoscimento dell’Indicazione Geografica Protetta per il cardato riciclato e la definizione di un quadro normativo capace di valorizzare le produzioni circolari, sono stati al centro dell’incontro “Il saper fare artigiano e il riconoscimento dell’IGP: dallo stile orafo fiorentino al cardato riciclato pratese”, svoltosi questa mattina alla presenza del Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso alla Camera di Commercio di Firenze, promosso dalla Casa del Made in Italy. Nel corso dell’incontro, l’assessora allo Sviluppo economico del Comune di Prato Benedetta Squittieri è intervenuta e ha consegnato al Ministro Urso il Position Paper elaborato dal Distretto Tessile Pratese, portando direttamente all’attenzione del Governo le principali priorità del comparto, in continuità con le attività di sensibilizzazione della Commissione Europa svolte nei giorni scorsi a Bruxelles.
Il documento raccoglie le proposte e le richieste del Distretto sulle principali normative europee e nazionali destinate a incidere sul futuro del comparto tessile. Tra le priorità individuate figurano il regolamento europeo sull’ecodesign, la responsabilità estesa del produttore (EPR), il passaporto digitale di prodotto, la riduzione dell’IVA sui materiali rigenerati, la definizione di criteri End of Waste per il tessile, l’applicazione del regolamento REACH ai materiali riciclati, il rafforzamento della vigilanza del mercato e il futuro Circular Economy Act. A queste si aggiunge il tema strategico dei costi energetici, che continua a incidere pesantemente sulla competitività delle imprese del Distretto. In questo quadro si inserisce anche il percorso per il riconoscimento dell’Indicazione Geografica Protetta dell’associazione cardato riciclato pratese, espressione distintiva dell’identità manifatturiera del territorio e di un modello produttivo che da decenni coniuga recupero delle materie prime, qualità, innovazione e sostenibilità.
“Il riconoscimento dell’Indicazione Geografica Protetta contribuirà a tutelare la specificità del cardato riciclato, che non è solo un prodotto tessile – dichiara l’assessora allo Sviluppo economico Benedetta Squittieri – ma rappresenta un modello produttivo fondato su riduzione degli sprechi, riuso delle materie prime e creatività, per dare nuova vita a materiali altrimenti destinati allo smaltimento. L’IGP diventerebbe così strumento di valorizzazione economica e culturale del Distretto, per sostenere la reputazione delle imprese, rafforzare la riconoscibilità delle produzioni e promuovere un modello di manifattura fondato su qualità, sostenibilità e innovazione. Un ringraziamento all’associazione Cardato Riciclato Pratese per aver creduto fin dall’inizio a questa opportunità che sta per diventare concreta”.

“La consegna del Position Paper al Ministro Urso e la sua attenzione al percorso del nostro territorio è un ulteriore passaggio istituzionale dopo Bruxelles. Abbiamo ritenuto importante portare il documento direttamente al Ministro perché le decisioni che si stanno assumendo in materia di sostenibilità, circolarità, tracciabilità e responsabilità dei produttori avranno effetti profondi sulla struttura e sulla competitività delle nostre imprese – prosegue Squittieri -. Il Distretto chiede che le nuove regole siano costruite tenendo conto delle caratteristiche delle filiere tessili e, in particolare, delle realtà produttive che da decenni operano nel recupero, nella selezione e nella trasformazione dei materiali. La transizione verso un’economia più sostenibile viene considerata un’opportunità strategica, ma potrà produrre risultati concreti soltanto se accompagnata da norme chiare, applicabili e proporzionate”.
Il documento affronta anche il ‘caro energia’, uno dei principali fattori di difficoltà per le imprese tessili: “Il Distretto chiede misure strutturali per ridurre il differenziale dei costi energetici rispetto ai concorrenti europei e internazionali, sostenere gli investimenti nell’efficienza e favorire la produzione e l’utilizzo di energia da fonti rinnovabili – afferma Squittieri -. La competitività del tessile non può essere affidata soltanto alla capacità delle singole imprese di assorbire gli aumenti dei costi. Servono politiche industriali di lungo periodo, strumenti di sostegno agli investimenti e un quadro energetico più stabile e prevedibile, affinchè la sostenibilità venga accompagnata dalla competitività”.
La consegna del Position Paper apre una nuova fase di interlocuzione, nella quale sarà necessario trasformare le proposte in iniziative concrete e accompagnare il percorso normativo con un dialogo costante tra istituzioni, imprese, organizzazioni di categoria, lavoratori e territori.







