Il risultato più importante non compare sul tabellone. È partito da qui, lunedì 26 ottobre, il primo appuntamento di «Oltre il risultato – Campioni dentro e fuori» al Coiano Santa Lucia Prato Social Club, una riunione partecipata, seguita sia in presenza sia da remoto, che ha messo al centro la funzione educativa dell’allenatore. Presenti, tra gli altri, l’assessore allo sport del Comune di Prato Enrico Romei, il delegato Figc Maurizio Falco ed Enrico Gabbrielli, coordinatore regionale del Settore giovanile e scolastico della Figc Toscana.
Il progetto è promosso dall’associazione Calcio Fair Play, con la collaborazione del Comitato regionale del Coni e del Comitato Toscana Figc-Lnd, e coinvolge tredici società toscane; il Coiano Santa Lucia è l’unica pratese. Al centro c’è la formazione della persona, insieme all’educazione civica, nella convinzione che prima ancora dei calciatori si educhino dei cittadini. Da qui l’impegno a contrastare ogni forma di discriminazione, di violenza o di comportamento scorretto, dentro e fuori dal campo, e a portare questi valori nella vita di tutti i giorni dei club – negli allenamenti, nelle partite, nel rapporto con le famiglie – a cominciare da chi guida ogni settimana un gruppo di ragazzi.
Proprio sugli allenatori si è concentrata la serata, pensata come un momento di formazione e di riflessione comune sul loro ruolo e sulla responsabilità che comporta. Per un ragazzo il tecnico è uno dei principali punti di riferimento nella crescita, e ogni parola, ogni comportamento e ogni scelta, in campo e fuori, finisce per insegnare qualcosa. «Educare attraverso l’esempio è il primo passo per formare non solo calciatori, ma persone», sottolinea la società biancorossa, che parla di un traguardo raggiunto e di un motivo di orgoglio.
Dall’incontro è arrivata anche un’apertura concreta per la città; l’assessore Romei si è proposto di ospitare a Prato alcuni degli eventi regionali del progetto. Il Coiano Santa Lucia, dal canto suo, proseguirà il percorso con un ciclo di incontri e di attività dedicati ai giovani atleti, ai tecnici, ai dirigenti e alle famiglie. Accanto alla formazione troveranno spazio buone pratiche capaci di tradurre i valori in gesti quotidiani, come lo «Spogliatoio pulito», l’iniziativa che insegna ai ragazzi il rispetto degli spazi comuni.
Accanto all’allenatore, l’incontro ha acceso i riflettori anche su una figura spesso silenziosa ma decisiva, quella del dirigente accompagnatore. È il rappresentante ufficiale della società in panchina e a bordo campo, il primo interlocutore dell’arbitro e dei genitori, chi vigila perché tutto si svolga nel rispetto delle regole e dell’avversario. Un ruolo che, al pari di quello del tecnico, educa con l’esempio – nei momenti di tensione come nelle vittorie – e contribuisce a fare dello spogliatoio un luogo dove si cresce, prima ancora che un luogo dove si vince.







