Dopo anni di interventi insufficienti rispetto alle condizioni di un edificio sempre più vetusto, il Palazzo di Giustizia di Prato prova a voltare pagina. I lavori di risanamento e messa in sicurezza che sono partiti nel novembre 2024 hanno già comportato investimenti per circa 3 milioni e 600mila euro. Ma per riportare la struttura a condizioni adeguate di funzionalità e sicurezza servono ancora altre risorse: sono stati stanziati altri 3 milioni e 500mila euro, mentre per completare gli interventi strutturali più impegnativi serviranno altri 5-6 milioni.
A fare il punto della situazione è il procuratore della Repubblica di Prato, Luca Tescaroli, attraverso un comunicato nel quale viene ricostruito il percorso avviato per affrontare le criticità dell’immobile. Una situazione che, come sottolinea la Procura, si trascinava da oltre un decennio, con interventi che non erano stati adeguati alla vetustà e al progressivo deterioramento dell’edificio.
A imprimere una svolta è stato anche un blackout generalizzato dell’impianto elettrico, episodio che ha fatto emergere in maniera evidente la gravità delle condizioni della struttura e la necessità di intervenire senza ulteriori rinvii.
Parallelamente ai lavori sull’edificio, è stato affrontato anche il problema del deposito incontrollato di rifiuti, compresi materiali pericolosi, che si trovava nell’area recintata del Palazzo di Giustizia, a ridosso della struttura. La rimozione è stata effettuata nell’ambito di un procedimento penale avviato sulla vicenda. È stata inoltre predisposta una consulenza tecnica affidata a due esperti, con l’obiettivo di individuare gli interventi necessari per la regolarizzazione dell’immobile e stabilire le priorità sulla base delle criticità esistenti.
Il quadro è stato condiviso con gli enti competenti, dando impulso all’attivazione del Provveditorato interregionale e del Ministero della Giustizia, che hanno consentito di avviare una serie di lavori urgenti.
Tra quelli già effettuati figurano l’integrazione degli impianti di rilevazione fumi e allarme sonoro, la messa in sicurezza delle vie di fuga esterne e la prima fase dell’impermeabilizzazione degli archivi interrati. Sono stati inoltre realizzati importanti interventi per il risanamento delle autorimesse, il ripristino dell’impermeabilizzazione della copertura piana sopra i locali della Procura, il rifacimento di rivestimenti e pavimentazioni delle scale e di altre parti dell’edificio. L’elenco comprende anche la ristrutturazione e la messa in sicurezza del centro intercettazioni e la sostituzione della porta di ingresso principale.
Un primo pacchetto di lavori che ha richiesto un investimento di circa 3,6 milioni di euro, al quale si aggiungono ulteriori 3,5 milioni già stanziati.
Le risorse già stanziate dal Ministero della Giustizia consentiranno di affrontare, entro la metà di agosto 2027, un’altra serie di interventi. Nel programma figurano lavori sulla centrale termica, sull’autorimessa, sul gruppo elettrogeno e sulla messa in sicurezza degli archivi.
Il cronoprogramma è stato inoltre aggiornato per comprendere ulteriori opere considerate necessarie: la sistemazione dei percorsi di esodo interni, la prevenzione degli incendi, il miglioramento dell’efficienza energetica, l’impermeabilizzazione e la coibentazione delle coperture, oltre al risanamento dei locali seminterrati, con l’obiettivo di garantire condizioni adeguate di salubrità e sicurezza.
Ma il capitolo degli interventi non è ancora chiuso. Restano infatti da affrontare alcune opere strutturali, a partire dal rifacimento del controsoffitto, dell’impianto di condizionamento dell’aria calda e fredda e dell’impianto elettrico. Per questi lavori sono già stati stanziati fondi, ma limitatamente alla fase di progettazione. La loro realizzazione è prevista entro il 2030, a condizione che il Ministero finanzi le successive fasi progettuali. Il costo stimato è compreso tra i 5 e i 6 milioni di euro.
Si tratta di opere ritenute indispensabili anche per ottenere il certificato di prevenzione incendi, requisito fondamentale per garantire la piena sicurezza della struttura e il regolare svolgimento delle attività degli uffici giudiziari, secondo quanto previsto dal Dpr 151 del 2011.
Nel comunicato vengono infine segnalate altre problematiche che richiedono attenzione e ulteriori risorse: le criticità degli infissi, la stabilità delle porte e il ripristino del funzionamento di due ascensori attualmente inutilizzabili.
Il quadro che emerge è quello di un edificio sul quale si è accumulato negli anni un pesante arretrato di manutenzione e che oggi necessita di un intervento complessivo, articolato in più fasi e con investimenti considerevoli. I primi lavori hanno permesso di affrontare alcune delle emergenze più evidenti, ma il risanamento definitivo del Palazzo di Giustizia di Prato resta una partita ancora aperta.







