Sono stati condannati rispettivamente a 22 anni e 17 anni di reclusione Mohammad Sufuyan e Muhammad Chand, rei confessi dell’omicidio di Harpal Singh, l’autotrasportatore indiano di 59 anni ucciso a coltellate il 9 febbraio 2024 nella zona industriale di Seano. La Corte di Assise di Firenze ha riconosciuto l’aggravante dei futili motivi e ha condannato gli imputati anche per il furto aggravato di 4.000 euro e del cellulare della vittima. Harpal Singh – figura nota nella comunità indiana in Italia per aver rivestito il ruolo di presidente del tempio di Novellaro, in Emilia Romagna – fu aggredito in orario serale nel piazzale di una ditta dove erano in corso le operazioni di carico di capi di abbigliamento. Dopo il delitto i due pakistani, che collaboravano con la vittima, sono fuggiti a bordo di un treno diretto a Torino, dove sono stati rintracciati e fermati a seguito delle indagini dei carabinieri, coordinate dalla Procura di Prato. Le intercettazioni telefoniche hanno consentito di captare l’ammissione di responsabilità rispetto all’omicidio e il proposito di entrambi di fuggire in Portogallo.
A mettere gli inquirenti sulla pista giusta erano stati alcuni esponenti della comunità pakistana e il figlio della vittima, che era a Prato assieme al padre per fare acquisti nei pronto moda cinesi fra Prato e Carmignano. I due pakistani erano stati coinvolti da Harpal Singh per aiutarlo nelle operazioni di carico della merce.
A distanza di meno di 3 anni dai fatti è giunta oggi la sentenza di primo grado per i due imputati che si trovano tuttora sottoposti a custodia cautelare in carcere.
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