Sono cominciati i lavori alla chiesa di Santa Maria del Soccorso, uno dei cinque santuari mariani della città, che ha bisogno di interventi importanti a partire dal portico, dal sottoportico e dalla facciata. Stamattina, sabato 26 settembre, fin dalle prime ore del giorno gli operai hanno montato le recinzioni e allestito l’area di cantiere. Il parroco don Gabriel Bejenaru ha seguito tutte le fasi dell’intervento. Per lui è uno dei primi impegni concreti alla guida della comunità, dopo l’ingresso ufficiale come parroco e rettore del santuario celebrato venerdì 18 settembre.
Già nei giorni scorsi una prima recinzione era stata sistemata sul lato che guarda a monte, quello del campanile, per ragioni di sicurezza e a tutela dei passanti.
Il cantiere interessa proprio gli elementi che rendono il Soccorso un edificio unico nella storia dell’architettura religiosa toscana. Il santuario fu costruito fra il 1575 e il 1578, dopo il miracolo avvenuto presso un tabernacolo affrescato lungo l’attuale via Roma, e il portico che avvolge l’edificio su tre lati, scandito da colonne tuscaniche che reggono archi leggermente ribassati, compare qui per la prima volta; da allora diventò un modello ripreso da molte chiese e soprattutto da santuari mariani sorti in tutta la Toscana fra la fine del Cinquecento e il Settecento. La facciata, conclusa da uno stemma mediceo del 1577, è aperta in alto da un occhio affiancato da due finestre rettangolari aggiunte nel 1769, mentre il campanile a torre, sulla destra, risale agli anni 1826-1827.
Chi desidera sostenere il restauro della facciata può farlo con un bonifico sul conto della parrocchia. Le indicazioni nella grafica qui sotto, predisposta da don Gabriel.








