Gara Tpl, il Tar segna un altro punto a favore di Autolinee Toscane

La richiesta della Regione Toscana ai concorrenti di ripresentare i piani economici finanziari a sostegno delle domande per la gara del trasporto pubblico locale è legittima. A questa conclusione è giunto il Tar della Toscana che ha respinto il ricorso di Mobit, il consorzio di cui fa parte la Cap. L’azienda pratese aveva presentato ricorso con l’intento di invalidare la richiesta della Regione.
Il TAR della Toscana, che renderà note le motivazioni di questa decisione nelle prossime settimane, ha confermato la correttezza dell’iter svolto fino ad oggi che ha portato, lo scorso 13 marzo, all’assegnazione provvisoria della gara ad Autolinee Toscane, il soggetto che fa capo ai francesi di Ratp.

La richiesta dei nuovi PEF da parte della Regione Toscana, contesta da Mobit ma dichiarata legittima dal TAR, arrivò a seguito di una sentenza precedente del Tribunale, emessa lo scorso ottobre 2016, in cui si ravvisò che i Piani Economici e Finanziari dei due contendenti non rispettavano alcune linee guida. La Regione quindi ha proceduto a richiedere ed ottenere, seguendo le indicazioni del TAR, i nuovi PEF sia da Mobit che da AT, poi risultati entrambi validi.

Oggi il TAR inoltre non sospende il procedimento confermando la validità della gara, tutto l’iter svolto fino ad oggi e quindi anche l’assegnazione provvisoria ad AT dello scorso marzo.

“Questa decisione ci conforta perché il TAR, respingendo il ricorso, chiarisce che i procedimenti portati avanti dalla Regione sono corretti, legittimi e validi – dice Lombardi – Il rammarico è il tempo perso a causa dell’ostinazione e dei ricorsi avanzati da Mobit, che puntualmente vengono respinti”.

La sentenza del Tar non pone fine comunque alla guerra legale in atto tra Autolinee Tosce e Mobit: il Consiglio di Stato, due settimane fa, ha deciso di rinviare alla Corte Europea una delle questioni chiave: ovvero il possesso da parte di Autolinee Toscana-Ratp dei requisiti per partecipare alla gara della Regione Toscana, confermato dal Tar e messo in dubbio da Mobit con il ricorso al Consiglio di Stato. Ora, dunque, la parola passa alla Corte Europea che dovrà esprimersi al riguardo.

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