Il Governo sospende il piano periferie e blocca i fondi già stanziati per due anni. Biffoni: “scelta gravissima”

Stop per due anni alle convenzioni tra la Presidenza del Consiglio dei Ministri e gli interventi previsti dal bando periferie. La decisione, contenuta nel decreto milleproroghe approvato ieri in Senato, a Prato significa dire addio ai progetti di riqualificazione del Bastione delle Forche, di Palazzo Pacchiani e del parco fluviale. Dunque l’Amministrazione comunale non potrà più contare sui fondi promessi dai Governi Renzi e Gentiloni a 96 città beneficiarie del bando pensato per riqualificare le periferie italiane con un finanziamento da due miliardi di euro (fonte Anci).

Durissimo il commento del sindaco Matteo Biffoni, che parla anche come presidente regionale Anci e invita i sindaci toscani scendere sul piede di guerra per far cancellare l’emendamento quando sarà messo in votazione alla Camera.
“È gravissimo che il governo pensi di congelare il Piano periferie – spiega Matteo Biffoni –, si condannerebbero i Comuni a stoppare o rinviare interventi strategici per risanare e riqualificare zone o quartieri nevralgici delle città, in alcuni casi in quartieri dove vivono cittadini con più difficoltà”.

“A Prato, ad esempio – spiega Biffoni – abbiamo stabilito di intervenire per risanare punti sensibili del collegamento tra centro storico e periferie con i progetti di riqualificazione del Bastione delle Forche e di Palazzo Pacchiani. Noi siamo stati tra i primi 25 comuni beneficiari delle risorse stanziate dai Governi Renzi-Gentiloni, e come amministrazione abbiamo intercettato questi fondi e siamo già in fase avanzata con il progetto Riversibility, che è in corso di realizzazione. Non è quindi ammissibile che il governo si rimangi impegni già presi, anche se nella legislatura precedente – afferma ancora il sindaco Biffoni. – E, lo ripeto, è necessario contrastare questa misura per far sì che l’emendamento approvato dal Senato sia cancellato dalla Camera al momento della discussione e della votazione del decreto Milleproroghe. Spero che tutti gli altri sindaci e i comuni siano altrettanto netti su questo punto. È una battaglia dalla quale nessuno può tirarsi indietro. Nei consigli comunali, e nei banchi del Parlamento la scelta è netta: in questo caso o si sta con le città, o con questo Governo approssimativo e inadeguato”.

Intanto l’Anci, l’associazione regionale di Comuni ha scritto ai parlamentari toscani per invitarli ad intervenire per cambiare il testo della norma, che è inserita nel decreto Milleproroghe, prima che il provvedimento sia licenziato in via definitiva dalla Camera. L’appello è stato firmato dal presidente e sindaco di Prato Matteo Biffoni, dai vicepresidenti Filippo Nogarin sindaco di Livorno e Alessandro Ghinelli sindaco di Arezzo di centrodestra, e dal responsabile del settore Finanza locale e sindaco di Bagno a Ripoli Francesco Casini, che precisa come “sia necessario che le risorse messe a disposizione dei Comuni siano interamente confermate”. In Toscana il bando riguarda tutti e 10 i capoluoghi, per 390 milioni di euro.

Su Facebook la consigliera grillina Silvia La Vita risponde con una nota pubblicata sul Blog del movimento che ricorda come il decreto milleproroghe non abbia operato alcun taglio ma una rimodulazione dei fondi dovuta al ritardo nella elaborazione dei progetti e che al contrario abbia addirittura liberato un miliardo di euro per gli investimenti dei comuni bloccati fino a ora dai vincoli di bilancio imposti dal Pd negli anni di Governo.

 

1 Commento

  1. Notizia Falsa!
    Con un emendamento nel Decreto Milleproroghe e stato liberato un miliardo per gli investimenti dei comuni, invertendo la rotta rispetto ai disastri del Pd. I vincoli di bilancio imposti dal Pd in questi anni hanno infatti impedito ai Sindaci di utilizzare gli avanzi di amministrazione accumulati negli esercizi precedenti. È ridicolo che gli attacchi a un provvedimento che ridà finalmente respiro agli Enti locali provengano proprio da chi ha attuato queste scellerate politiche di austerità.
    E’ stato reso immediatamente disponibile per gli Enti locali un miliardo di euro per investimenti che miglioreranno la qualità della vita dei cittadini. Non verranno a mancare in alcun modo i fondi destinati alle periferie relativi a progetti locali che attualmente non hanno ancora i presupposti per poter essere approvati. Sono somme che comunque non verrebbero spese alla luce della sentenza della Consulta 74 del 2018, che ha rilevato l’illegittimità della gestione centralistica del Fondo previsto peraltro per meno di 100 Comuni. Con il nostro intervento realizziamo una semplice rimodulazione dovuta al ritardo nella elaborazione di progetti completi; e non certo un taglio, come farnetica il PD, bensì uno sblocco degli investimenti a disposizione di oltre 7.000 Comuni.

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