Sospesa azienda del settore delle plastiche a Montemurlo: documentazione carente sulle emissioni e personale a nero

Un gruppo interforze organizzato dal Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale, Agroalimentare e Forestale (NIPAAF) del Gruppo Carabinieri Forestale di Prato, composto da unità in forza a sei reparti distinti, a seguito di segnalazione pervenuta da privato cittadino relativamente a emissioni con odore acre e maleodorante, ha messo al setaccio una ditta di materie plastiche con proprietari cinesi operante nell’area industriale di Montemurlo.
Sono state riscontrate irregolarità in ordine alla documentazione presente in azienda ed anche relativamente al benessere del cane, peraltro regolarmente detenuto. La mancanza di alcuni documenti obbligatori ai sensi del Testo Unico Ambientale e l’inosservanza delle disposizioni in materia di tutela e benessere degli animali di affezione hanno comportato l’irrogazione di sanzioni amministrative di natura pecuniaria per 2.200 euro nei confronti del titolare della ditta. I tecnici dell’ARPAT hanno controllato le emissioni in atmosfera prodotte dall’azienda. Ciò ha permesso di rilevare il mancato possesso in azienda di alcuni documenti obbligatori per legge con richiesta della documentazione integrativa necessaria per completare gli accertamenti, anche sulle emissioni che dall’interno dei locali vengono proiettate all’esterno. I militari della Tenenza di Montemurlo hanno preso in carico e deferito un soggetto di nazionalità cinese trovato all’interno della ditta sprovvisto dei documenti di identità. Le successive operazioni di fotosegnalamento hanno permesso di appurare che, fino alla data del controllo, il medesimo risultava completamente sconosciuto sul territorio nazionale.
Oltre a contestare sanzioni amministrative per violazioni in materia di lavoro per complessivi 5.150 euro, il dispositivo composto da militari e da civili operanti presso l’Ispettorato del Lavoro e l’Inail ha denunciato in stato di libertà il titolare e il cogestore della ditta, entrambi cittadini extracomunitari di nazionalità cinese ma residenti in Provincia di Prato, per aver impiegato nell’azienda un cittadino extracomunitario di nazionalità cinopopolare sprovvisto di permesso di soggiorno. Verso la ditta è stato emesso anche un provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale per aver impiegato una percentuale di lavoratori in nero pari al 50% dei lavoratori presenti sul posto.

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