La Regione rileva il Creaf di via Galcianese: acquistato l’immobile per 5 milioni e 700mila euro

Dopo lunghe discussioni e tira e molla, si chiude la partita attorno al futuro del Creaf, almeno nell’immediato. La Regione Toscana ha deciso di farsi avanti e provare a mettere la parola fine al destino incerto del maxi stabile di via Galcianese, acquistato giorni fa attraverso la società partecipata Sviluppo Toscana (braccio operativo dell’Ente) per una cifra pari a 5 milioni e 700mila euro.

La tanto attesa firma all’operazione è arrivata. Si riapre quindi la corsa contro il tempo per dare finalmente una funzione alla maxi struttura di via Galcianese: quella che per i soci pubblici dell’ex Creaf, doveva essere il Centro per l’innovazione tessile e la ricerca, costato 22 milioni di euro ma negli anni mai decollato e dichiarato fallito dal tribunale.

La Regione, creditore privilegiato per un valore di circa 10 milioni, ha avanzato proposta formale alla curatela fallimentare che ha dato riscontri positivi per il buon esito del passaggio e la sottoscrizione dell’accordo. Resta da capire, a questo punto, cosa ne sarà davvero dell’immobile in termini di progettualità. Ciò che finora il Creaf non è riuscito ad essere potrebbe presto diventare: un polo di primo livello per ricerca e alta formazione, secondo la mission originaria. Ma con altri spazi ad uso anche degli istituti scolastici, che spesso lamentano carenza di aule e laboratori.

Sarà in sostanza un contenitore di più elementi, come lascia intendere l’assessore regionale allo Sviluppo Economico Stefano Ciuoffo: “Questo passaggio è solo un punto di partenza e non di arrivo – commenta Ciuoffo -. Stiamo facendo un ragionamento piuttosto ampio per capire come far dialogare esperienze differenti all’interno della struttura. Certamente sarà dedicata a formazione e impresa”.

Stando alle prime ipotesi, il corpo principale del capannone (che si sviluppa per 12mila metri quadri totali) ospiterà il Centro di ricerca mentre l’altra porzione, quella che affaccia su via Dossetti, sarà affittata per 6 anni al Comune che qui trasferirà i suoi archivi ora presenti in via Pomeria, con un notevole risparmio economico.

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