Nasce l’Archivio Giovanni Masi, in mostra gli abiti vintage del cenciaiolo di Vergaio VIDEO

Come tanti pratesi ha iniziato a raccogliere stracci poco più che ventenne e oggi, 60 anni dopo, ha una collezione personale di oltre 20mila abiti provenienti da tutto il mondo. Giovanni Masi, noto come il «cenciaiolo di Vergaio», l’ideatore del Premio Santo Stefano, ha deciso di farsi un regalo per gli 80 anni appena compiuti. In uno dei suoi capannoni nascerà l’archivio Masi, una sorta di museo dello straccio, un’ode al lavoro che ha reso Prato ricca e famosa a livello internazionale.

«Tutta a Prato finisce la storia d’Italia e d’Europa: tutta a Prato, in stracci», scriveva Curzio Malaparte in Maledetti Toscani. E come tanti pratesi Masi per anni ha importato balle di «rifiuti» tessili e abiti usati dall’Italia ma soprattutto dagli Stati Uniti. Negli anni il giovane, divenuto imprenditore assieme al fratello, ha messo insieme migliaia di vestiti. Tra questi ci sono anche delle vere e proprie rarità come indumenti di jeans marca Levis degli anni ’30 e ’40. Tanti i registi che sono venuti qui a pescare maglie, pantaloni e giubbotti per i loro film. A cominciare dall’amico fraterno Roberto Benigni, che ieri non era presente alla grande festa di compleanno per gli 80 anni di Masi ma ha telefonato per fare personalmente gli auguri al compaesano di Vergaio.

Ieri sera c’è stata l’anteprima dell’Archivio Masi allestito in uno dei capannoni di famiglia in via De Curtis. Alla festa hanno partecipato tanti amici, il sindaco Biffoni e quelli di Vaiano e Vernio Primo Bosi e Giovanni Morganti ma anche esponenti politici di centrodestra come Aldo Milone.

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