In smart working il 50% degli impiegati comunali: l’amministrazione valuta positivamente l’esperienza che proseguirà dopo l’emergenza Covid

Circa trecento dei 933 dipendenti del Comune di Prato sono attualmente in smart working. Il lavoro agile – che durante la quarantena, tra marzo e aprile scorso, ha riguardato la quasi totalità degli impiegati comunali (hanno operato esclusivamente in presenza, ritenuta imprescindibile, soltanto polizia municipale e protezione civile, per un totale di circa 250 persone) – è tuttora considerato dalle norme nazionali un sistema da incentivare per limitare spostamenti, contenere la diffusione del virus e spronare alla digitalizzazione dei servizi. Il nuovo Dpcm del governo, in vigore da oggi, ha aperto ad un’ulteriore estensione del lavoro agile nelle pubbliche amministrazioni: da maggio scorso, la norma prevede il ricorso allo smart working per il “50% del personale impiegato nelle attività che possono essere svolte in tale modalità”; adesso, nel Dpcm, si indica “almeno” il 50%.
E proprio attorno al 50% si attesta l’utilizzo dello smart working nel Comune di Prato: al lavoro in presenza, rispetto ai mesi scorsi, sono tornate le maestre, un centinaio, con la riapertura delle scuole.
Il lavoro da casa, prima del coronavirus, era conosciuto soltanto dalle 7 dipendenti comunali in telelavoro. Da sette mesi, riguarda centinaia di impiegati, che si alternano tra la presenza in ufficio e le postazioni domestiche. La stragrande maggioranza dei lavoratori agili ha utilizzato e usa i propri strumenti (computer, cellulari, connessione internet) collegandosi alle reti telematiche del Comune.

“E’ stata ampliata e semplificata la strumentazione necessaria per consentire un collegamento sicuro da remoto, si è fatto ricorso a servizi voip raramente usati, introdotta dematerializzazione di ulteriori procedure e fatto largo uso di sistemi di videoconferenza” scrive Donatella Palmieri, dirigente Servizio Risorse Umane, nel report inviato al portale Lavoro pubblico sul monitoraggio dello smart working nelle pubbliche amministrazioni. L’esperienza è valutata positivamente, anche se fra le criticità riscontrate (punteggio di 3 su una scala da 1 a 5) ci sono la carenza di competenze digitali dei dipendenti e la carenza di strumentazione informatica, ma soprattutto la difficoltà nella gestione della sicurezza dei dati e dei sistemi (4 punti su 5). Nel report sono indicati i maggiori vantaggi derivanti dall’implementazione del lavoro agile: miglioramento della conciliazione vita-lavoro dei dipendenti (voto: 5 su 5), riduzione dell’assenteismo e responsabilizzazione dei dipendenti, incremento della produttività, orientamento del lavoro al raggiungimento dei risultati (punteggio: 4 su 5).
Nel bilancio di previsione 2020, l’amministrazione comunale ha previsto risorse per l’acquisto di portatili, utili a sostituire i pc in ufficio e utilizzabili anche in smart working. In assenza di un inquadramento specifico nel contratto nazionale della Funzione Pubblica, il Comune sta inoltre predisponendo un regolamento per disciplinare il lavoro agile, anche in ottica post-emergenza Covid.

Tra gli aspetti da valutare ci sono la produttività dei dipendenti in smart working e la riduzione delle presenze in centro, con conseguenti ripercussioni sul commercio entro le mura. “Sulla produttività degli uffici c’è un monitoraggio costante degli accessi e del lavoro fatto, anzi da questo punto di vista il lavoro agile ci consente un monitoraggio ancora più preciso – afferma l’assessore al personale Benedetta Squittieri – Questo non significa che l’interruzione del lavoro dovuta all’emergenza Covid 19 e al lockdown non abbia comportato un cambiamento di priorità. Il 2020 é dunque un anno che dal punto di vista amministrativo dobbiamo monitorare con grande attenzione per capire quali sono i progetti che hanno subito maggiore sofferenza a causa di questa emergenza. Per quanto riguarda il centro storico – prosegue Squittieri – questa giunta e la precedente hanno lavorato per riportare entro le mura tanti servizi e funzioni; i lavori a Palazzo Pacchiani hanno questa finalità, così come la nuova palazzina Urp della polizia municipale che nascerà in zona Serraglio, o l’apertura di uffici di partecipate, come Sori o Estra. Il lavoro agile, che in futuro potrà essere usato ordinariamente anche dalla pubblica amministrazione in maniera oculata e responsabile, non dovrà impattare su questa tendenza; anche perchè la relazione umana resta fondamentale soprattutto negli enti locali. Noi diamo servizi ai cittadini e quindi c’è bisogno del rapporto diretto non solo degli amministratori, ma anche della struttura, con la cittadinanza. Per questo probabilmente lo smart working, per i dipendenti comunali, non sarà mai un metodo prevalente rispetto alla quotidianità della relazione umana”.

Dario Zona

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