“Senza legalità, la partita è truccata”, Giancarlo Caselli a Cafaggio nel decimo anniversario dell’attacco alle Torri Gemelle

E’ uno stato di salute “precario”, quello del principio di legalità nel nostro paese, in cui “a prevalere spesso sono i furbi; ma senza legalità, e senza uguaglianza davanti alla legge, la partita è truccata e a vincere sono sempre i soliti noti”.
Parola di Giancarlo Caselli, procuratore capo della Repubblica di Torino, magistrato che ha condotto indagini fra le più importanti in Italia su mafia e terrorismo. E proprio di mafia e legalità, Caselli ha parlato in un incontro tenutosi ieri al circolo Arci di Cafaggio. In Toscana per la marcia della Giustizia Agliana – Quarrata, il magistrato ha partecipato anche alla messa nella parrocchia di Cafaggio, celebrata da don Malinconi. Prendendo spunto dal passo del Vangelo sul valore del perdono, Giancarlo Caselli ha parlato di una giustizia umana che “deve accertare responsabilità e infliggere le pene previste dal codice, ma senza quello spirito di vendetta che schiaccia chi ha sbagliato alle sue colpe, senza consentirgli di risollevarsi”.
Nel giorno del decimo anniversario dell’attentato alle torri gemelle, il magistrato ha poi messo in guardia: “attenzione a non sacrificare sull’altare della sicurezza le garanzie, le libertà e i diritti”.

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