Met Ragazzi, domani è la volta di “Il colore rosa” di Aline Nari: le principesse sono le nuove guerriere FOTO

Nell’ambito della rassegna MET RAGAZZI, sabato 23 novembre al Teatro Fabbrichino alle ore 17 la coreografa Aline Nari gioca la carta dell’ironia per addentrarsi nella questione di genere e della diversità con “Il colore rosa”. Si tratta di uno spettacolo di teatrodanza in cui, attraverso la metafora del colore, si affrontano i temi della crescita, della costruzione della propria identità e soprattutto della necessità di preservare uno spazio intimo in cui accettarsi semplicemente per quello che si è, al di là degli stereotipi.

Scrive l’autrice: “Scarpette, borsette, camerette, tutto quello che è indirizzato alle bambine è oggi immancabilmente rosa e spesso di una sola tonalità, artificiale e zuccherosa. Ma chi l’ha detto che il rosa è ‘da femmine’ e il celeste ‘da maschi’: il cielo è maschio o femmina? l’acqua è maschio o femmina? e le montagne? il temporale, le stelle, gli alberi? Al di là dello stereotipo di genere che vuole le bambine sempre educate, composte, controllate nella loro energia, il rosa (oltre ad essere stato storicamente anche un colore maschile) è invece un colore ricco di sfumature difficili da imitare o da riprodurre: perché ogni rosa, proprio come ogni individuo, è unico”. Protagoniste di questo spettacolo, che nasce da un percorso coreografico sul femminile iniziato nel 2012 e sviluppatosi in contesti diversi (teatro, spazio urbano, scuola primaria), sono le Principesse; tuttavia “le nostre Principesse – spiega Aline Nari – non solo quelle delle fiabe, giovani donne in eterna preparazione e attesa di un prevedibile lieto fine, ma le ragazzine di oggi indipendenti e energiche che cercano la propria identità confrontandosi con modelli impraticabili”.

 

 

Attraverso una scrittura coreografica globale (danza, gesto, voce) “Il colore rosa” gioca con gli stereotipi e parla in modo ironico, evocativo e affettuoso di “principesse” di tutti i giorni, donne e bambine che non rinunciano alle battaglie delle loro madri e delle loro nonne, ma hanno il coraggio di nuovi sogni. Lo spettacolo con la consulenza registica di Michelangelo Campanale, luci di Michelangelo Campanale e costumi di Alessandra Podestà vede in scena Guendalina Di Marco, Giselda Ranieri e la stessa coreografa Aline Nari

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