“I robottini di sorveglianza? 107mila euro per stare chiusi nello sgabuzzino con le scope”. Curcio (Lega) presenta un esposto alla Corte dei Conti

Che fine hanno fatto i robottini di sorveglianza che sarebbero dovuti entrare in funzione sulla ciclabile a giugno 2019? Se lo è chiesto ancora una volta il consigliere comunale della Lega Marco Curcio, che per vederci chiaro su tempistica e costi dell’operazione ha presentato un esposto alla Corte dei Conti. Secondo Curcio i robottini sarebbero già costati 107mila euro, senza essere mai entrati in azione. Anzi, sono alloggiati in uno sgabuzzino insieme alle scope.
“Il contratto parla chiaro: non era previsto che i robot sorvegliassero, monitorassero, osservassero, servissero a qualche scopo.
L’impegno di spesa prevedeva infatti studi di software per eventuali sviluppi di capacità, senza precisare se e quando, nè quali fossero – dice Curcio – Di fatto l’impegno dei ricercatori era solo quello di fare ricerca nell’eventualità di sviluppare un qualcosa che – però – era solo ipotizzato e – nel caso – da inserire come oggetto di un successivo, eventuale, ulteriore contratto”. Curcio sottolinea inoltre che i robot sono privi di certificazione e omologazione per muoversi all’esterno: “Sulle ciclabili quindi non potranno andare mai senza quelle certificazioni, tanto che ora si ipotizza che possano addirittura essere utilizzati in biblioteca per la misurazione della temperatra corporea.
Il robo-flop che denunciavo nel novembre 2019 è forse qualcosa di più, sul quale è bene che faccia i propri accertamenti la Corte dei Conti. Perchè l’impressione è che il sindaco e la sua giunta abbiano firmato per contribuire a una spesa di 100mila euro di denaro pubblico senza sapere cosa era riportato nel contratto sottoscritto” conclude Curcio.

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