E’ stato bloccato poco dopo il duplice attentato incendiario ed è finito in carcere il cittadino cinese che nella notte tra venerdi e sabato scorso ha appiccato le fiamme presso due ditte di abbigliamento gestite da connazionali in via Veneto e Via Val d’Aosta, al Macrolotto di Iolo. A carico dell’uomo è stata eseguita un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal giudice per le indagini preliminari di Prato su richiesta della Procura.
L’uomo, residente a Prato, risponde di duplice incendio doloso e resistenza a pubblico ufficiale. Attorno alle 3 del mattino, ha appiccato le fiamme agli scatoloni posti dinanzi ai cancelli di due pronto moda cinesi. Il sistema di rilevamento fumi e l’allarme hanno fatto giungere sul posto il personale di una ditta. Due cittadini cinesi, dipendenti delle imprese gravemente danneggiate dal fuoco, hanno consentito di fermare a breve distanza dai fatti l’autore dei roghi, che è stato trovato già bloccato a terra all’arrivo delle volanti. Sottoposto a perquisizione personale, l’uomo è stato trovato in possesso di due accendini e di un telefono cellulare, posti sotto sequestro.

Pesanti i danni strutturali sia interni che esterni agli immobili sede delle aziende coinvolte, in particolare quello di via Val d’Aosta, che ha subito anche la perdita di una parte consistente di tessuti stoccati all’interno del magazzino.
Una volta fatto salire a bordo dell’auto di servizio per essere condotto in Questura, l’uomo ha dato in escandescenza, danneggiando la portiera e infrangendo il vetro posteriore del mezzo, dal quale ha inveito contro gli agenti, prendendoli a sputi.

Il movente del rogo, spento dai vigili del fuoco, è in fase di accertamento. Secondo il racconto di titolari di pronto moda della zona, nei giorni precedenti al raid incendiario il connazionale avrebbe avvicinato alcuni di loro chiedendo soldi per fantomatici incidenti occorsi alla figlia. Richieste prive di fondamento, che hanno dato la sensazione di avere a che fare con una persona con problemi psicologici. Una persona evidentemente pericolosa, per quanto poi ha messo in atto con il raid incendiario.





