Buzzi Lab, la proposta di Confindustria: “Lavoriamo insieme per una soluzione”

L’ITIS Buzzi è stato uno dei temi centrali della riunione di ieri del Consiglio di presidenza di Confindustria Toscana Nord. Le vicende del laboratorio conto terzi della scuola (l’attività del Buzzi Lab è stata sospesa per effetto di un provvedimento di sospensione in autotutela deciso dal nuovo dirigente scolastico Alessandro Marinelli e la Procura di Prato ha aperto un’inchiesta per far luce sulle presunte irregolarità del laboratorio, ndr) rivestono un’importanza di cui l’associazione è pienamente consapevole: da qui l’immediato interessamento del presidente della sezione Sistema moda dell’associazione Andrea Cavicchi, che subito dopo la notizia della sospensione si è attivato in prima persona con la scuola coinvolgendo anche il Sindaco di Prato. Il Consiglio di presidenza ha assunto ieri la decisione di dare la disponibilità dell’associazione a svolgere un’azione di coordinamento fra i soggetti a vario titolo interessati, allo scopo di individuare una soluzione da proporre alle autorità scolastiche.

“Sui trascorsi dell’attività del laboratorio e sulle relative eventuali irregolarità che dovessero emergere come passibili di sanzione – si legge nell anota di Confindustria Toscana Nord – l’associazione non ha titolo né dispone di informazioni utili per esprimere valutazioni, che pertengono ai soggetti competenti in merito. Confindustria Toscana Nord ha come unici interessi la salvaguardia della piena funzionalità della scuola, che si alimenta anche dell’attività del laboratorio di analisi tessili, e i servizi per le imprese, che hanno sempre fatto ricorso al Buzzi avvalendosi delle forti competenze e degli strumenti all’avanguardia del laboratorio stesso.”

“Ciò che possiamo e sentiamo di dover fare è dare un nostro contributo per trovare una modalità che salvaguardi per il futuro il legame fra la scuola e l’attività di laboratorio di analisi per le aziende – commenta Francesco Marini, vicepresidente di Confindustria Toscana Nord -. Da qui la decisione che abbiamo assunto di aprire un confronto con le istituzioni pubbliche, le associazioni di categoria e altri soggetti interessati. Assumeremo tutte le informazioni possibili sulle norme che regolano questa materia e che, riguardando un ambito particolare come quello scolastico, non ci sono certo note in tutte le loro pieghe. Cercheremo quindi una soluzione che introduca nuovi modelli organizzativi in grado di consentire un’attività di laboratorio di analisi tessili all’interno della scuola o con uno stretto legame con essa. Questa attività è preziosa come occasione di rapporto diretto fra Buzzi e mondo delle imprese. Le esperienze che si sedimentano attraverso questo lavoro consentono alla scuola di avere una visione piena e puntuale di ciò che si muove, dal punto di vista tecnico, nel mercato della moda. A beneficiarne sono la qualità e attualità delle nozioni che vengono trasferite agli studenti e l’autorevolezza della scuola stessa, che già per la sua natura di soggetto pubblico al di sopra delle parti gode di una particolare credibilità. Come associazione, pertanto, abbiamo sempre avuto un rapporto particolarmente stretto con la scuola anche a questo riguardo, oltre che per le attività didattiche.”

“I disagi creati dalla sospensione dell’attività del laboratorio, così repentina da aver prodotto grande sconcerto, investono le imprese che hanno tuttora presso il Buzzi merce da far analizzare; ma anche il servizio di condizionatura svolto dai magazzini generali dell’Interporto della Toscana centrale è fermo, sebbene la strumentazione che si trova presso la scuola sia di proprietà dello stesso Interporto e che vi operi personale dipendente da quest’ultimo. I danni materiali per il distretto pratese sono sicuramente ingenti, così come lo è il colpo all’immagine di una scuola che si identifica con il distretto stesso. Confindustria Toscana Nord intende collaborare perché la scuola mantenga il prestigio che la caratterizza e che merita” conclude Confindustria Toscana Nord.

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